Spettacoli

Io non faccio eccezione

Spettacolo di narrazione per adultiC.Fontana_Io non faccio eccezione_Locandina

Testo e regia: Claudia Fontana
Con Claudia Fontana

Note tecniche:
Spettacolo adattabile a qualsiasi spazio scenico.
Durata: 70 min.

Video: Io non faccio eccezione – Spettacolo

Ivana, la sua attitudine fin da bambina è quella di difendere, aggiustare le cose, il suo sogno è fare l’avvocato per poter, come si usa attualmente definire, mediare.
Riuscirà a perseguire il suo sogno e riuscirà a mediare nella sua anima?
Alle storie delle mamme in carcere e dei loro bambini, che Ivana ha incontrato nel suo percorso, e ai loro conflitti si sovrappone la sua personale storia e il suo personale conflitto perché … nessuno fa eccezione.


 La Scelta

Teatro di narrazioneLa Scelta_Locandina_r

Regia: Claudia Fontana
Testo: composto dalle opere:
“L’assalto al grande convoglio”
“La ragazza che precipita”
“Sola in casa”
di Dino Buzzati
nella produzione di Claudia Fontana
Adattamento testo:Claudia Fontana
Con: Claudia Fontana

Video: La Scelta – Promo spettacolo
Video: La Scelta – Spettacolo

Comprendere le proprie necessità può essere relativamente semplice ma occorre avere coraggio per seguire ciò che profondamente si desidera.
Nello stile che contraddistingue il mio modo di fare teatro ‘La Scelta’ è una narrazione che vuole rappresentare la storia di tre personaggi, una cartomante, un orologiaio e una giovane, chiamati a distinguere le proprie necessità ed avere la forza di scegliere prepotentemente fra la vita e la morte.


Amleto

Teatro di narrazioneAmleto Locandina

Regia: Claudia Fontana
Testo: Lella Costa – adattamento testo di Claudia Fontana
Con: Claudia Fontana
Musiche originali: Mattia Fontana

Video: AMLETO – Promo spettacolo
Video: AMLETO – Spettacolo

Lella Costa festeggia il suo ventennale come attrice autrice con la messa in scena di una rielaborazione di Amleto, il grande classico Shakespeariano che dopo più di 400 anni ancora non smette di fascinare il mondo intero.

Per questo, dopo vent’anni dalla mia iniziazione al teatro, ho voluto cimentarmi con questo testo in cui, con slanci di ironia, sarcasmo e psicologia, si ripercorre il dramma classico di Amleto tentando di sviscerarne gli aspetti più salienti. Un lavoro di connessioni con la più apparente frivolezza dei nostri tempi, conscia del fatto che le domande dei grandi drammi sono diventate classici proprio per la loro straordinaria capacità di essere sempre attuali.


Il sole con l’ombrello

Teatro civile per famiglieIl sole con l'ombrello

Drammaturgia e regia: Giuseppe Adduci
Testo: Paolo Bignami, Claudia Fontana
Con: Claudia Fontana

La storia di Sadako, la bambina sfuggita alla bomba di Hiroshima, ma non alle sue conseguenze.

Lo spettacolo prende spunto dal celebre romanzo di K. Bruckner Il gran sole di Hiroshima, e segue la vicenda vissuta di una ragazzina che è diventata simbolo della sofferenza e della rinascita di quel troppo vasto numero di persone soggette alla prima bomba atomica. Alcuni origami costituiranno l’unico umile arredo del racconto fatto da un’attrice, che impersonerà Sadako ma anche coloro i quali ha incontrato in quel 6 agosto del 1945 e che sono rimasti con una parola, un’azione, un gesto, un pensiero a metà. Lo spettacolo è in qualche modo un tentativo di ricomporre la metà successiva.


In fondo

Teatro di narrazioneIn fondo

Testo e regia: Giuseppe Adduci
Con: Claudia Fontana

In fondo prende spunto dalle vicende reali di alcuni sportivi e le racconta a modo suo. La maglia nera del ciclismo Luigi Malabrocca, detto Luisìn, sempre ultimo, ultimissimo, perché così riusciva a guadagnare due lire e a battere la miseria, al Giro d’Italia andava in fuga dietro al gruppo, entrava nei bar e non ne usciva più; il pugile che ha perso più incontri nella sua carriera, Peter Buckley, il più grande professionista della sconfitta: 256 match persi su 299, una disgrazia più che una statistica; Danio il giovane calciatore che ha sportivamente fatto apposta a sbagliare un calcio di rigore perché lo ha ritenuto ingiusto; il marciatore Dorando Pietri divenuto famoso per aver perso la maratona perché aiutato da una giuria pietosa, o Gabriela Andersen Scheiss, cinque minuti e quarantaquattro secondi per fare un giro e mezzo di pista…

“…In fondo gli ultimi sono quelli che vivono di più le cose: partono insieme agli altri, ma arrivano dopo. Volendo, si godono di più il viaggio, mentre i primi l’hanno bruciato in fretta.
Gli ultimi sono troppo grassi, o troppo magri. Sono qualcosa in eccesso, hanno qualcosa in più. Dice: “Beati gli ultimi perché un giorno saranno i primi”. Non sia mai!
In fin dei conti gli ultimi sono quelli che guardano le spalle degli altri, anche di quelli che se la danno a gambe, che scappano. Gli ultimi no, capiscono sempre troppo tardi che è ora di scappare.
I primi bevono dal pozzo, ma gli ultimi sono il pozzo, giù in fondo.
Sono necessari, perché senza di loro non ci sarebbero i primi, e neanche quelli di mezzo, quelli che se ne stanno al caldo tra gli uni e gli altri: i più.
Nossignori, gli ultimi hanno una dignità professionale, rigorosa: sono i primi visti alla rovescia. Sono quelli che rimangono ai piedi della pertica, che prendono la palla in faccia anziché con le mani a volley, con le mani anziché con i piedi a calcio, che non capiscono i “passi” a basket, che nel salto in alto passano sotto l’asticella… Gli ultimi sono toccati dal dio, sanno inciampare nelle loro stesse gambe, arrossire fino a sentire la pelle sfrigolare, balbettare con un ritmo reggae e partono in levare.
Sono educati, e la loro educazione viene sempre presa sul serio. Sanno dire “… La prego” e fare posto. I primi non rifiutano mai, sono bastardi.”


Alla ricerca delle maschere perdute

Teatro ragazziAlla ricerca delle maschere perdute

Testo e Regia: Gianpietro Liga
Con: Claudia Fontana e Gianpietro Liga

Il giorno di carnevale si avvicina e tutti i costumi più belli sono già stati affittati o venduti, non più un mostro a disposizione, costume da robot nemmeno l’ombra e adesso che fare? La piccola Claudia è disperata, aspettava con ansia il carnevale, non vedeva l’ora di partecipare insieme a tutti i suoi amici alla classica sfilata annuale, ma adesso, senza vestito, come può andarci? E sì, per colpa della mamma, che non aveva mai tempo di portarla al negozio, adesso è rimasta senza il vestito, a dire il vero la sua mamma un costume glielo ha proposto, ma è un personaggio sconosciuto, non ne esiste un cartone animato e non ha i super poteri, che razza di costume è? Piange disperata ma l’incontro con uno strano signore le farà capire come in realtà il costume proposto dalla madre sia speciale perché appartiene alle maschere della commedia dell’arte.

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

Gianni Rodari
Lo spettacolo è rivolto alle scuole materne e primarie, per far conoscere ai bambini dei nostri tempi le maschere della commedia dell’arte, maschere dal sapore antico che i nostri bambini ignorano.

Esigenze tecniche: lo spettacolo può essere fatto ovunque è sufficiente che lo spazio sia oscurabile.


Nanà l’elfa combina guai

Teatro per l’infanziaNanà l'elfa combina guai_Locandina-1

Testo e Regia: Claudia Fontana
Con: Claudia Fontana

“Solo se troverai storie interessanti potrai ritornare nel villaggio del polo nord…” Queste le ultime parole che Babbo Natale, stanco dei mille guai combinati dalla piccola elfa, le ha rivolto prima di scacciarla dal paese del Natale. Con questo spirito Nanà è scesa fra i bambini per raccogliere storie e capire con loro quali siano le più belle; questa volta vuole dimostrare a Babbo Natale che non solo non combinerà guai ma riuscirà a cogliere quel che di più importante c’è nel mondo, le storie e i sentimenti.

Attraverso narrazione, canto e filastrocche Nanà condurrà i bambini per le vie di piccoli racconti sperimentando con loro viaggi fantastici. Con l’intento di sensibilizzare alla lettura e alla scoperta delle parole, i bambini del pubblico verranno coinvolti, in precedenza, con un piccolo intrattenimento di trucca-bimbi, e nell’apprendimento di una piccola azione attraverso la quale verranno coinvolti attivamente durante la messa in scena.


Alma la maga pasticciona

Teatro per l’infanziaAlma la maga pasticciona_Locandina-1

Testo e Regia: Claudia Fontana
Con: Claudia Fontana

“Chi cerca trova…. se cerchi alla fine troverai… solo se cerchi potrai trovare…”

Con questa convinzione la protagonista Alma, una maga pasticciona, che tra l’altro è anche il nome di una renna di Babbo Natale (la renna più bella, con gli occhi grandi e il naso a ciambella) tenta attraverso i libri di trovare una formula magica per scacciare tutte le guerre dal mondo,e quindi legge, legge, cerca e ricerca, e ogni volta pur non trovando la formula magica giusta si fa trasportare dalle storie…

Attraverso narrazione, canto e filastrocche Alma condurrà i bambini per le vie di piccoli racconti natalizi sperimentando con loro viaggi fantastici.


Le bambole di Caterina

Teatro ragazziLe bambole di caterina

Testo e regia: Giuseppe Adduci
Con: Claudia Fontana e Cosetta Adduci

È risaputo: mentre noi dormiamo il mondo dei giocattoli si anima. Vuol dire che tutto quello che durante il giorno ha finto di stare immobile al servizio dei bambini (a volte maltrattato, soggetto di sfogo, vilipeso, a volte amato e coccolato) nel corso della notte prende movimento e vive autonomamente. È il caso delle due bambole di Caterina. Ogni notte si svegliano dall’inedia del giorno e interagiscono con quanto sta loro intorno, giocando, cantando, parlando, ridendo e piangendo. Questa notte è una notte particolare. Caterina dorme, come tutte le notti, e si è dimenticata che da domani non vedrà più la sua maestra, che è la maestra di sostegno, perché andrà in pensione. Ha pensato a lei con un disegno, che le vuole regalare, ma si è scordata di darglielo. Lo sanno, le due bambole, e ora pensano di correre ai ripari. Saranno loro a intervenire nel sonno della maestra, portandole il disegno di Caterina per un addio come si deve, colorato e emozionante. Si avviano. Ma il percorso è frammentato dalla presenza del Mannaro, che come si sa mette paura a tutti e cerca di cancellare qualunque cosa buona possa accadere…

Tuttavia le brutte faccende, se ci sono di mezzo le bambole, vanno sempre a finire bene.


Il bambino che cammina nel deserto

Teatro civile per bambiniIl bambino che cammina nel deserto

Testo e regia: Giuseppe Adduci
Musiche: canzoni popolari dal mondo
Con: Claudia Fontana

Un bambino da solo cammina nel deserto, in fuga dalla guerra in Siria. Si chiama Marwan e ha 4 anni. Una fotografia, pubblicata su tutti i giornali del mondo, lo mostra mentre trasporta una pesante busta di plastica, piena delle sue cose, mentre viene soccorso dai funzionari Onu al confine con la Giordania.

Lo spettacolo racconta di una bambina amica di Marwan, che segue il suo cammino a distanza di qualche giorno perché vuole prendersi cura di lui. Nello spazio immenso del deserto la bambina si racconta le storie che insieme si raccontavano, immaginando il mondo al di là della guerra che hanno convissuto da quando sono nati. E canta le canzoni che insieme hanno cantato anche quando era proibito cantare. Vuole portare acqua al suo amico, e per farlo è disposta a tutto. Anche a soffrire lei la sete.


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